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Questo viaggio in Bhutan può essere organizzato su base individuale anche in altre date. Contattateci per richiedere programma e preventivo.
Un piccolo, antico regno indipendente, il Bhutan che vive una realtà privilegiata, svincolata dai problemi demografici ed economici che condizionano gli altri paesi dell’area himalayana. L’isolamento forzato, la struttura politico sociale fondata sugli dzong, i monasteri fortezza, la scarsità di strade e mezzi di comunicazione, la limitazione del flusso turistico, sono fatti che hanno accresciuto intorno a questo piccolo regno il fascino dell’inesplorato, del mitico. Se da una parte la piccola monarchia del Bhutan va verso l’autosufficienza economica e lo sviluppo tecnologico, dall’altra mantiene vivo il patrimonio tradizionale. La radicata filosofia religiosa, le antiche abitudini di vita, i costumi, le festività, i rituali, la lingua, le espressioni artistiche, non hanno subito grandi trasformazioni. Le feste tradizionali del Bhutan “Cham” che di norma avvengono in primavera ed autunno sono coloratissime occasioni per osservarne cultura, tradizioni, usi e costumi e conoscere la cordialità di un popolo dalla grande tradizione buddhista.
Partenza con volo intercontinentale di linea per l’India in accordo con il piano di volo.
Arrivo a Delhi o Calcutta e trasferimento in sala transiti per prendere il volo per il Bhutan e all’arrivo trasferimento in albergo. Le formalità d’ingresso sono alquanto semplici e veloci. Paro, situata in una splendida e fertile valle, fu uno dei centri commerciali più importanti sulla rotta con il Tibet. Visita dello Dzong di Paro e del museo. Il Paro Dzong costituisce uno degli esempi più interessanti di architettura bhutanese. Le massicce mura segnate dai contrafforti che dominano la città sono visibili da tutta la valle. Un tempo sede dell'Assemblea Nazionale ospita ora sia il corpo monastico sia gli uffici governativi, compreso il tribunale.
Sul versante opposto allo dzong di Paro, vi è il monastero di Taktsang, il "nido della tigre", luogo di pellegrinaggio per eccellenza abbarbicato su di una parete rocciosa a 3000 metri d’altezza, a strapiombo per oltre mille metri. Era sede di una delle più importanti biblioteche del regno, andata in parte distrutta da un incendio scoppiato alcuni anni fa. Ora ricostruito, merita di essere visitato per la bellezza selvaggia del luogo. Un buon sentiero porta in circa due ore al tempio. Nel pomeriggio per giungere a Thimphu ci vogliono meno di due ore, attraverso una strada che segue le curve del fiume.
Thimphu è la capitale del regno posta in una valle ariosa e fertile e dal pittoresco bazar. Lo dzong Simtokha, con le sue 284 ruote della preghiera in ardesia ricoperte in lamina d'oro è il più antico monastero del Bhutan. La sua ricostruzione, in tempi recenti, ha coinvolto tutto il paese, poiché la gente è convinta che partecipare alla costruzione di un tempio sia un importante atto di fede. In origine gli dzong erano distinti dai monasteri perchè sedi amministrative del distretto, in realtà nella concezione popolare s’identificano con i grandi monasteri rendendo evidente l’intreccio tra il potere temporale e religioso. Wangdi, come è familiarmente chiamata questa città, dove il pittoresco dzong è andato purtroppo bruciato nel giugno 2012, si raggiunge in circa tre ore superando il passo di Dochula a 3000 m., attraverso un seducente paesaggio, tra foreste tropicali ravvivate da coloratissimi rododendri e orchidee dense foreste di pini, tra piccoli villaggi, autentici monumenti artistici e imponenti dzong. Pernottamento nell’ area di Punaka.
Punaka è la capitale estiva del Bhutan e si estende alla confluenza di due fiumi dove si staglia l’imponente dzong che accoglie oltre cinquecento monaci. La valle di Punaka è nota per il suo clima mite e in primavera, gli alberi da frutto fioriti, fanno un piacevole contrasto con le cime bianche dei settemila himalayani. Tra boschi di querce e rododendri si segue la valle di Phojikha dove vi è il monastero di Gangtey. Valicando il passo di Pele si arriva nella spettacolare valle di Trongsa che è l’anticamera di una parte del paese più tranquilla e più contadina: il Bhumtang. La città è al centro del paese e questo fa sì che il suo mercato sia molto frequentato soprattutto dagli abitanti che nei periodi di festa scendono dalle alte valli del Lunana e dalla regione di Laya. Lo dzong è del 1648 ed era l’ancestrale dimora dei re del Bhutan di quel tempo, una costruzione possente necessaria in quel tempo per dominare le regioni ribelli dell’est.
Jakar è un centro importante; vi sono molti monasteri nei dintorni, alcuni molto vecchi dato che la cittadina raccoglie nei giorni di mercato le genti delle valli a nord. Già s’intravedono genti dalle fisionomie diverse, tipicamente di ceppo birmano anche se molti sono i tibetani che trovano più pratico il commercio con il Bhutan piuttosto che con la Cina. Tutta l’area ha ricche testimonianze religiose come il monastero di Jambey, costruito nel settimo secolo dal re tibetano Songtsen Gembo. Da visitare i monasteri di Tamshing del 1500, che contiene interessanti testimonianze pittoriche e quello di Lhakhang uno dei più sacri per le genti del Bhumtang, dove si tiene a novembre un importante festival.
Intera giornata dedicata all’esplorazione della regione di Bhumtang che comprende le vallate di Tang, Ura, Chhume e Choskor dove si trovano i monasteri più importanti della zona. In serata si rientra a Jakar.
Ura, a circa 140 chilometri da Mongar è il primo grosso centro che s’incontra ed è forse uno dei villaggi più caratteristici: grandi case di legno e colori che lasciano stupefatti per l’armonia con l’ambiente. Il passo di Thrumsingla a circa 4000 metri segna una netta divisione tra il Bhumtang e la parte orientale del Bhutan. Cambia l’aspetto geografico e fisico: vegetazione più tropicale, vallate incassate, villaggi posti su pendii ripidi, genti dalle fisionomie più indo-birmane. Un caleidoscopio di colori e immagini che si manifesta nel suo splendore nei mercati cittadini. Si arriva poi a Mongar, che naturalmente ha il suo dzong e che si distingue per l’architettura più moderna. In questa regione dell’est vivono tuttora, nel più completo isolamento, etnie di grande interesse antropologico, spesso stabilitesi secoli fa dopo avventurose emigrazioni dalle regioni tibetane. Qui a novembre/dicembre si tiene uno dei più noti festival religiosi.
Si procede verso sud e la vegetazione cambia di conseguenza lasciando spazio ad ampie vallate densamente coltivate a terrazza. Dopo il passo di Kori appare il villaggio di Ngatshang, sede nel 17° secolo di un piccolo regno. Damtsi è un villaggio famoso per i suoi danzatori, qui le feste hanno più colore e sono di norma nel periodo autunnale.
La strada ora scende verso sud seguendo il fiume Gamri che si perde all’interno del Parco Nazionale di Manas, uno dei più noti per la molteplice varietà d’animali protetti. La vegetazione si fa più lussureggiante e poche sono le abitazioni in questa parte del paese. Samdrup è al confine con l’India e un tempo, l’area era riserva di etnie ribelli indiane. Si supera il confine completando le formalità burocratiche richieste dai due paesi confinanti e in circa tre ore di macchina si raggiunge la città di Guwahati.
Dopo colazione trasferimento in volo per Delhi o Calcutta, secondo l’operativo dei voli (possibile pernottamento a Delhi o Calcutta). Volo per l’Italia con arrivo il giorno seguente.
Come ci muoviamo: il Bhutan è attraversato da ovest ad est da una strada che serpeggia tra i monti, da cui si diramano alcuni collegamenti principali verso sud per l’India e verso nord lungo le valli nell’Himalaya. Nei nostri itinerari prevediamo trasferimenti con mezzi privati: pulmini o autovetture, secondo il numero di partecipanti; le strade sono comunemente asfaltate ma tortuose e la velocità massima consentita è di 50 km/h, pertanto i tempi di guida sono lunghi. I mezzi di trasporto locali non sempre sono in grado di offrire un comfort adeguato alle attese occidentali: nelle zone non ancora interessate dal turismo è richiesto un buono spirito d’adattamento alle realtà locali.
Dove dormiamo: gli hotel sono generalmente buoni nel Bhutan occidentale. Verso est, soprattutto nella parte che degrada verso l’India, la situazione è più spartana: buone e a volte belle costruzioni con uno standard di servizi confortevole. Sono costruzioni piccole e in caso di gruppi può essere necessario dividersi su più opzioni, specialmente in occasione dei festival che richiamano molta gente.
| Euro | Quota di Partecipazione |
|---|---|
| 2.950 | Min 6 pax (esclusi voli intercontinentali) |
| 60 | Visto India (elettronico) |
| 50 | Visto Bhutan |
| da 950 | Voli di linea Milano/Calcutta o Delhi e ritorno in classe economica (tasse e bagaglio inclusi) |
| 900 usd | Tasse d’ingresso in Bhutan |
| 850 | Supplemento Camera Singola |
| 250 | alta stagione da marzo a maggio e da settembre a novembre (in doppia, a pax) |
La quota comprende:
• voli di linea Delhi o Calcutta/Paro e Guwahati/Delhi o Calcutta in classe economica
• trasferimenti via terra con mezzi privati
• sistemazione in camera doppia con servizi in Hotel 4 stelle a Delhi o Calcutta
• sistemazione in camera doppia in strutture semplici/guesthouse in Bhutan
• trattamento di pernottamento e prima colazione in India
• trattamento di pensione completa in Bhutan
• guide locali parlanti inglese
• visite ed escursioni come da programma
• assicurazione annullamento/interruzione viaggio (sui servizi a terra), assistenza, rimborso spese mediche e bagaglio
La quota non comprende:
• voli intercontinentali di linea Milano/Delhi o Calcutta e ritorno in classe economica
• tasse aeroportuali
• pasti non menzionati
• bevande, mance, extra di carattere personale
• visti, tasse d’imbarco all’estero
• assicurazioni personali
• tutto quanto non espressamente menzionato alla voce “la quota comprende”
NB: i servizi sono stati quotati al cambio e tariffe aeree del 03.11.2025. Eventuale adeguamento sarà comunicato 21 giorni prima della partenza.
Siamo a tua disposizione per rispondere ad ogni tua richiesta.
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